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Questo è il mio blog e se vi fa piacere potete lasciare i vostri commenti, i vostri pensieri o quello che vi passa per la mente….Vi chiedo solo di rispettare sempre un certo decoro.
Anche se giriamo il mondo in cerca di ciò che è bello, o lo portiamo già in noi, o non lo troveremo MAI!!! (Ralph Waldo Emerson)

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Lo Zaffiro..... E-mail

Lo zaffiro è una varietà nobile monocristallina dell’ossido di alluminio (Al2O3), un minerale noto come corindone, fortemente allocromatico (v. colore dei minerali) e unica sostanza naturale di durezza 9 nella Scala di Mohs. Ufficialmente il termine zaffiro privo di aggettivi identifica solo la varietà blu-azzurra del corindone, ma ora il termine zaffiro viene utilizzato, unitamente ad un aggettivo, per identificare qualunque sua colorazione diversa da quella rossa, chiamata rubino. Tale metodo sostituisce quello che prevedeva, per i corindoni colorati, l’uso del nome di una pietra diversa unitamente al suffisso "orientale" (ad esempio i termini ametista orientale e smeraldo orientale sono oggi identificati con i nomi di zaffiro viola e zaffiro verde). Altre varietà sono quella arancione, chiamata padparadscha, la più preziosa varietà di corindone, l’armofane di colore grigio opaco e lo zaffiro incolore conosciuto come leucozaffiro.

Il colore blu-azzurro tipico della gemma deriva da inclusioni di ematite e rutilo. Nel caso in cui le inclusioni si orientassero in modi particolari, si può presentare il fenomeno dell’asterismo (come da foto).

Si può trovare in natura in rocce metamorfiche derivanti da rifusione di un micascisto, di una quarzite o di un calcare, in magmi poveri di silice e nei loro rispettivi depositi alluvionali. Questi ultimi sono i principali giacimenti oggi sfruttati. Si ricorda a proposito i giacimenti australiani, dello Sri Lanka, della Birmania e della Thailandia. In Italia si trovano piccoli cristalli di zaffiro nella calcite di Terminillo.

Lo zaffiro può essere prodotto sinteticamente con 5 tipi di sintesi. Per distinguere lo zaffiro naturale da quello sintetico, si effettua un esame al microscopio delle inclusioni interne e ad analisi spettrometriche e spettrofotometriche.

Il taglio più diffuso per tale gemma è quello faccettato ovale o tondo, ma non sono escluse altre tipologie, come quella a cuore o a baguette. Tra le gemme di dimensione eccezionale conosciute, va citato lo "Star of India", di 563 carati, conservato presso il Museo di Storia Naturale di New York.

 

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